L’avanguardia creativa del ricamo industriale Tajima

Riportiamo a seguito l’editoriale pubblicato sulla rivista Technofashion di Febbraio 2018.
Clicca sull’anteprima a seguito per visualizzare e leggere l’articolo ingradito.


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Campi da ricamo raddoppiabili?? Una gran bella storia

di Stefano Pucci

Mio nonno era uno chef, un decoratore per esattezza, all’epoca non esisteva la cucina destrutturata o molecolare che va di moda oggi, anzi, lui lanció la tendenza di portare in tavola il prodotto ricostruito, il fagiano tornava a volare nel piatto, era un visionario, un innovatore.
  

Lui diceva sempre: fai qualcosa di nuovo e di interessante per il tuo cliente e sarai sempre un passo avanti agli altri.

Questa cosa si riflette quotidianamente nella mia vita e nell’azienda che oggi dirigo, ed è resa possibile soprattutto grazie ad un partner attento e visionario come l’azienda giapponese Tajima.

Ti racconto una storia di lungimirante innovazione che riguarda i campi di ricamo raddoppiabili:

Negli anni novanta, quando per la prima volta Tajima iniziò a produrre macchine da ricamo con i campi raddoppiabili, diede inizio ad un periodo straordinario che ancora oggi riconosciamo come uno dei momenti più importanti dell’evoluzione tecnologica nel mondo del ricamo.

Il sistema consentiva alla prima testa da ricamo di spostarsi nell’area di lavoro della seconda, questa bella innovazione fu denominata semplicemente con una sigla

W=raddoppiabile

Guarda la modestia dei Giapponesi, inventano una cosa geniale e la chiamano semplicemente W, un americano ci avrebbe fatto marketing per almeno 10 anni.

Immagina quale grande opportunità fosse per quei tempi per chi decise di investire in questa tecnologia.

Poter ricamare aree di lavoro molto più grandi di qualunque altro ricamificio concorrente e con molti più colori all’interno dello stesso pannello ricamato.

Il mercato della moda e dell’arredamento ne furono entusiasti e molti ricamatori raccolsero un incredibile successo in termini di fatturato e popolarità.

La richiesta di ricami elaborati realizzabili con le macchine a campo raddoppiabile divenne sempre più forte tanto da spingere Tajima ad incrementare la propria offerta.

A breve nacquero macchine da ricamo con il sistema triplicabile e quadruplicabile denominate W2 e W3.

Si, hai capito bene, la prima testa di ricamo poteva spostarsi fino alla terza ( W2 ) o alla quarta ( W3 ) area di lavoro.

Un tripudio di colori ed effetti di ricamo con sovrapposizioni di campo e varianti colore fino a pochi anni prima inimmaginabili.

Potevano fermarsi qui ???
Ovviamente NO

È nel maggio del 2006 che avviene la vera evoluzione del campo raddoppiabile che, come sempre, nacque da una richiesta del mercato elaborata dal genio creativo di Tajima che decise di produrre la prima macchina WJ.

E fu davvero una novità incredibile.

Come funziona: la testa uno si sposta nel campo della testa numero due che a sua volta torna a ricamare nel campo della testa numero uno e così via.

Si, ora te lo concedo, adesso puoi fare ooooohhh e rimanere a bocca aperta come fanno i bambini.

Questa volta si parla davvero di ricamare il doppio dei colori ed il doppio delle paillettes nel doppio dell’area di lavoro con il doppio delle possibilità di ottenere effetti incredibili.

Dal molti anni ormai Tajima segna il passo come leader nella produzione di macchine da ricamo industriali fino ad arrivare ai giorni nostri dove le macchine moderne sono state dotate di un’ulteriore incredibile innovazione, si tratta di un piedino elettronico (DCP System) indipendente dall’ago che consente di ottenere un ricamo di qualità impareggiabile su diversi livelli ed anche con filati paralleli.

Ma questa è un’altra storia che ti racconterò una delle prossime volte.

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